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[ Bollettino meteo ufficiale ]

DIEMME SpA - LUGO di ROMAGNA (Ravenna) - ITALIA - ENOLOGIA e FILTRAZIONE
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EDITORIALE DEL 31.12.2007 - Consultato 11797 volte
Se ne va un 2007 caldo e poco piovoso.

L'anno 2007 potremmo climatologicamente considerarlo come un vero e proprio "manifesto" del global warming, se non fosse che il trend termopluviometrico di una sola annata non è di per sè un valido test di riferimento, e le valutazioni si fanno prendendo come riferimento periodi climatologici sufficientemente lunghi, i quali, in ogni caso, evidenziano come il trend termico orientato ad un riscaldamento sia inequivocabile.

Volendo brevissimamente tratteggiare per sommi capi ciò che ha evidenziato meteorologicamente l’anno attualmente in chiusura non mancano alcuni spunti di sicuro interesse.

Infatti a livello di temperatura media il 2007 sarà caratterizzato da elevate anomalie termiche positive su tutta la Romagna, sovente superiori ad 1°C rispetto al trentennio 1961-1990 (fino ad oltre 1.5°C su riminese), e possiamo già classificarlo come uno dei più caldi in assoluto dal 1950, in compagnia del 1950 stesso, 1961, 1988, 1994, 2000 e 2003.

Di particolare rilievo è una lunga sequenza consecutiva di mesi più caldi rispetto alla norma, e cioè da gennaio a luglio compreso, con gennaio, febbraio ed aprile sugli scudi; in tale periodo le anomalie di temperatura media sono risultate, sempre rispetto al trentennio 1961-1990, addirittura comprese tra 2.2°C e 2.3°C, particolarità che non trova precedenti dal dopoguerra ad oggi.

Dopo un agosto sostanzialmente nella norma, da settembre sono iniziate anomalie negative più o meno significative, tuttora in corso, che però non risulteranno sufficienti a riequilibrare gli eccessi termici occorsi nella prima parte dell'anno, e che comunque sono comprese tra -0.7°C e -0.9°C, con particolare riferimento al settore nordorientale del comparto territoriale.

Certamente nella determinazione di un tale andamento termico riveste un certa importanza il comportamento di alcuni schemi di circolazione a grande scala che, sia pure esplicandosi a notevole distanza, appaiono in grado di influenzare la variabilità climatica annuale ed interannuale anche in realtà territoriali come la nostra (si pensi ai cicli di ENSO, NAO, EAJ e QBO) e che nel trend termico della prima parte dell’annata hanno evidenziato certamente grosse responsabilità, così come le rivestono nella moderata inversione del trend stesso occorsa da settembre ad oggi.

Degni di nota sono stati l'inverno più mite dal 1916 con temperature massime che in gennaio hanno raggiunto in alcune occasioni i 20°C (es.giorno 23) in vaste aree territoriali e con anomalie di temperatura media che sono oscillate in regione tra 2.5°C e 2.7°C, il che rappresenta un’enormità.

La successiva primavera è risultata la più calda dal 1989 con vistose anomalie di temperatura media comprese tra 2.2°C e 2.3°C, tant'è che la ripresa vegetativa delle principali coltivazioni è risultata anticipata di quasi un mese rispetto ai normali tempi fenologici.

L'estate, sebbene anch'essa termicamente superiore alla normalità con anomalie di temperatura media oscillanti in regione tra 1.1°C ed 1.3°C, non è stata certamente terribile come nel 2003 ma permane un stagione termicamente ben al di sopra della norma ed appare quella che maggiormente ha risentito, assieme all’inverno, del riscaldamento globale in atto. Inoltre non sono mancate brevi ondate di caldo ma molto, troppo intense; infatti tra il 16 ed il 23 luglio i termometri sono saliti ben oltre i 35°C (fin qui non ci sarebbe nulla di anomalo) raggiungendo però e talora superando i 40°C il giorno 20 luglio in vaste aree del faentino e lughese, stabilendo così nuovi record di calore estivo per il mese di luglio.

Ma riscaldamento globale non significa sempre caldo anomalo, ma anche eccessi meteorologici, ed ecco che, nel corso del recente autunno, più freddo della norma, la neve, seppure per brevi momenti, ha fatto la propria fugace comparsa anche in pianura già in ottobre (giorno 20) in occasione di rovesci temporaleschi accompagnata da bruschi cali di temperatura.

La stagione autunnale 2007 è stata nel complesso affetta da anomalie termiche negative (temperatura media) comprese tra -0.6° e -0.7°C con un contributo maggiore alla determinazione di tali anomalie a carico delle temperature minime rispetto a quelle massime, specie in settembre e novembre.

Non è andata meglio a livello di precipitazioni: l'annata, salvo qualche locale eccezione, chiuderà con anomalie pluviometriche negative di una certa rilevanza, segnatamente sul comprensorio centroccidentale della provincia di Ravenna.

Ciò a causa di un inverno 2006-2007 estremamente siccitoso (quasi ovunque con deficit prossimi al 55-65% del normale accumulo stagionale) e con quasi totale assenza di precipitazioni nevose anche sui rilievi.

La primavera ha visto una ripresa dei fenomeni ma essenzialmente nel mese di marzo (più piovoso della norma anche in maniera sensibile) e complessivamente ha visto piogge più scarse rispetto alla norma sebbene non come nel precedente inverno; anzi sul comparto appenninico alcune aree sono risultate essere in media pluviometrica stagionale.

È seguita un'estate anch'essa meno piovosa della norma ma non a livello di annate ben peggiori (1985, 1987, 1998, 2003) e con anomalie negative più severe su pianura cesenate e riminese, mentre sul settore nordoccidentale del ravennate attività temporalesca un poco più pronunciata ha in qualche caso limitato i danni.

Nuova parziale ripresa delle precipitazioni in autunno ma essenzialmente in settembre e soprattutto ottobre (il mese più piovoso del 2007), mentre novembre ha deluso le attese con piogge scarse o molto scarse, specie su bassa pianura.

L'annata mostra complessivamente 6 mesi almeno con pesanti anomalie pluviometriche negative e solo due con anomalie positive generalizzate sull'intera provincia. Tale trend ha determinato una situazione di moderata o sovente forte siccità su tutto il comparto territoriale per buona parte dell'anno (eredità anche di un autunno 2006 molto avaro di piogge) e la testimonianza di ciò proviene anche dai bassissimi livelli del volume d'invaso che ha raggiunto la diga di Ridracoli, specie in estate, e solo parzialmente limitati nel corso della stagione autunnale.

Così come per le temperature non sono però mancati eccessi pluviometrici di segno opposto, come le piogge torrenziali di tipo temporalesco che hanno colpito la città di Ravenna il giorno 31 agosto (107 mm in poco più di 4 ore) ed i forti temporali dei giorni 6 giugno (settore collinare e pedecollinare) e 30 luglio (settore orientale della regione).

Una nota di rilievo, infine, anche sul vento: possiamo dire che l 2007 è stato l'anno del libeccio (o garbino in gergo locale), poichè questo vento catabatico da SW caldo e secco che discende dall’arco appenninico, ha imperversato per molti giorni e con frequenze al di sopra della norma (da ben 33 e 40 giorni con garbino almeno moderato da gennaio a settembre, con massimi su fascia pedecollinare forlivese, cesenate e su riminese), >b>culminate con la tempesta del 4 luglio (fino a 80-90 km/h su vaste aree regionali); controbilanciate in autunno ed inizio inverno dagli immancabili colpi di bora (4-5 settembre ed 8 dicembre con raffiche fino ad oltre 100 km/h sulla costa).

I bassi tenori di umidità relativa unitamente ad elevate temperature tipici del libeccio (o fohn appenninico) e di tutti i venti catabatici in generale, hanno fortemente contribuito, grazie ai vistosi valori di evapotraspirazione giornaliera indotti, ad aggravare sensibilmente le condizioni di aridità dei suoli già di per sé determinati dalla scarsa piovosità, effetto che si è palesato in maniera notevole nella fase primaverile-estiva.

Confidando in un 2008 più tranquillo (non solo meteorologicamente parlando) e maggiormente allineato ai nostri canoni climatologici auguriamo a tutti un sereno e felice Anno Nuovo.






Pierluigi Randi - Climatologo e Previsore
Epson Meteo Competence Center
MeteoRomagna - MeteoCenter
www.meteoromagna.com - www.meteocenter.com

 
 
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